Missili Patriots alla Polonia, risposta di Washington all’espansionismo russo?
Missili Patriots alla Polonia, risposta di Washington all’espansionismo russo?
Stati Uniti: la crisi in Georgia e il futuro delle relazioni con Mosca
L’attacco militare ordinato dal Cremlino per preservare la sicurezza delle regioni separatiste di Ossezia del Sud ed Abkhazia ha portato all’ innalzamento della tensione diplomatica tra Mosca e Washington, divenuta garante dell’unità territoriale georgiana. La dimostrazione di forza militare data dell’esercito russo sembra sia stata pianificata per riaffermare l’influenza geopolitica russa nella regione caucasica ed avrà sicure ripercussioni sulle relazioni con gli Stati Uniti. L’accordo sul piano di pace presentato dalla Francia firmato da Tblisi e Mosca potrebbe essere il primo passo verso una momentanea distensione ma lo slancio impresso da Washington ai negoziati con la Polonia per la costituzione del progetto dello scudo spaziale europeo porterà nuove tensioni con il Cremlino.
Stati Uniti: prosegue la missione spaziale su Marte e si avvia il progetto Space-Based Solar Power
L’annunciato ritrovamento di acqua sul Pianeta Rosso da parte della Nasa potrebbe rivelarsi l’evento fondamentale per assistere già da ora alla riapertura della corsa allo spazio, alle risorse orbitali e all’eventuale sfruttamento di alcuni pianeti del Sistema Solare. Quella che fino a pochi anni fa sembrava dover rimanere fantascienza sembra poter divenire realtà in tempi abbastanza brevi e non è da escludersi la possibilità che si apra nel prossimo futuro un confronto legato alle capacità di trasformazione delle risorse spaziali in energia da poter utilizzare sulla Terra. Gli Stati Uniti sembrano essere per ora superiori sia nel campo della ricerca che dell’applicazione delle nuove scoperte, come dimostra l’avviamento del progetto del Pentagono “Space-Based Solar Power”.
Stati Uniti: il viaggio di Barack Obama in Medio Oriente ed Europa lascia dubbi importanti
Si è concluso nei giorni scorsi il viaggio di Barack Obama le cui mete principali sono state Gerusalemme, Berlino, Parigi e Londra. Il tour elettorale del Senatore afroamericano è stato letto da molti come un tentativo di avvicinare alla sua candidatura per le elezioni di novembre le potenti lobby ebraiche guidate dall’AIPAC, l’Associazione Americana Pro-Israele. Obama ha espresso chiaramente le sue intenzioni riguardo a quale sarà la posizione degli Stati Uniti in merito alla situazione israelo-palestinese se sarà eletto Presidente ma non è riuscito a fugare i dubbi su alcuni dei nodi più importanti e le sue parole sono sembrate dettate più dalla situazione attuale che da una programmazione attenta dei prossimi passi verso una possibile risoluzione dell’annosa questione.
Stati Uniti: l’appoggio delle lobby ai candidati alle prossime elezioni presidenziali
Nella storia delle elezioni presidenziali statunitensi l’appoggio delle diverse lobby ha spesso condizionato il risultato finale delle elezioni e i gruppi di interesse sono da sempre promotori efficaci del candidato il cui programma potrebbe favorirne le iniziative commerciali e gli affari.Dalle analisi riguardanti le scelte di endorsement e i finanziamenti ai candidati da parte delle multinazionali e delle grandi associazioni si dovrebbero trarre interessanti informazioni riguardanti il possibile risultato delle elezioni presidenziali. L’attuale campagna elettorale sembra però riservare un’importante novità e uno scontro tra poteri di prima grandezza, il cui risultato potrebbe non solo determinare chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti ma anche quale sarà il futuro energetico di un paese la cui economia è estremamente legata alle fluttuazioni del prezzo del petrolio.
La campagna elettorale di Barack Obama è stata finora contraddistinta dalla nebulosità di alcune dichiarazioni rispetto a questioni importanti per l’elettorato che dovrà decidere a novembre chi prenderà il posto di George W. Bush alla Casa Bianca. Su temi come i rapporti con le diverse rappresentanze religiose nel paese, l’aborto e il rientro delle truppe dall’Iraq il Senatore dell’Illinois ha mostrato poca sicurezza e un’eccessiva flessibilità nel variare le proprie idee. Il “flip-flopping” potrebbe quindi rivelarsi un fattore decisivo per la sconfitta di Obama alle presidenziali se messo a confronto con le posizioni chiare che hanno fin qui contraddistinto la campagna elettorale del Repubblicano John McCain.
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