E’ stato approvato dal Senato con 75 voti favorevoli e 22 contrari il progetto di legge denominato Iniciativa Merida, che prevede aiuti per 450 milioni di dollari e assistenza militare nella lotta al narcotraffico e al crimine organizzato in Messico e nel Centro America. Nella proposta approvata dal Senato statunitense sono stati inclusi 100 milioni di dollari destinati ad Haiti e alla Repubblica Dominicana affinchè i due Stati possano provvedere ad intensificare il controllo e la lotta alle attività di quei narcotrafficanti che potrebbero cercare canali alternativi a quelli normalmente usati in Messico per far giungere sostanze stupefacenti entro i confini statunitensi.
I 350 milioni di dollari destinati al Messico saranno vincolati ai risultati dell’indagine del Dipartimento di Stato che dovrà accertare l’esistenza di meccanismi per assicurare ricerche approfondite sui precedenti di coloro che riceveranno l’aiuto statunitense. La clausola è stata posta come criterio fondamentale per l’assegnazione degli aiuti a causa della diffusa corruzione in seno alle forze militari e di polizia messicane. Il Comitato Affari Esteri del Senato ha diffuso inoltre una nota in cui si chiede la creazione di un’ampia banca dati da parte dell’ambasciata statunitense di Città del Messico per poter effettuare più celermente le indagini sui membri delle Forze Armate e della Polizia messicana che parteciperanno ai programmi di Iniciativa Merida.
Da tempo il Messico e gli Stati caraibici vicini agli Stati Uniti sono il punto di transito ideale per far giungere le sostanze stupefacenti prodotte in Sudamerica nelle città statunitensi (Cfr. Stati Uniti: il mercato della droga e le ripercussioni sugli accordi politici dell’area nordamericana).In una nota ufficiale la Casa Bianca ha fatto sapere che è pronta a sostenere l’Iniciativa Merida ma si è appreso che il presidente George W. Bush potrebbere porre il veto sul progetto di legge poiché inserito in un pacchetto di programmi di carattere nazionale che prevedono tra l’altro l’aumento di aiuti per la formazione e l’impiego dei reduci di guerra. Il pacchetto, che dovrà comunque essere approvato dalla Camera dei Rappresentanti per entrare in vigore, è appoggiato da molti senatori Repubblicani e non è da escludersi che se anche il presidente dovesse decidere di porre il veto la proposta potrebbe essere approvata grazie al voto favorevole dei due terzi dei componenti del Congresso, che renderebbe operative le disposizioni contenute nel progetto di legge.